
È la città di Messina il porto di sbarco sicuro assegnato alla Geo Barents. A bordo della nave umanitaria di Medici senza Frontiere, 186 migranti, tra cui 61 minori, inclusa una bambina di soli 10 mesi. Provengono da diversi Paesi, fra cui Guinea, Nigeria, Costa d’Avorio, Somalia e Siria. Novantanove erano su una carretta del mare soccorsa a circa 30 miglia dalle coste della Libia, su cui c’erano anche 13 cadaveri. Tra i sopravvissuti, 152 uomini e 34 donne, di cui 61 minori: il più piccolo è una bambina di solo 10 mesi. Le persone provengono da diversi paesi, fra cui Guinea, Nigeria, Costa d’Avorio, Somalia e Siria. Molti di loro hanno vissuto esperienze traumatiche in Libia, da dove è partita l’imbarcazione sulla quale viaggiavano prima di essere soccorsi. Il team di MSF ha tenuto a evidenziare che i sopravvissuti hanno mostrato segni di stress acuto e trauma. La maggior parte di loro ha vissuto un’esperienza traumatica e alcuni hanno dovuto riconoscere i corpi dei deceduti.
